Le vostre domande....

Mi sento inutile rispetto a quello che potrei fare per la comunità. È giusto o sbagliato?

Monica

 


Ci sono momenti in cui bisogna stare fermi, perché ci sono condizioni che non permettono il mettersi in moto per aiutare gli altri. Non significa essere inutili, hai comunque il tuo valore di cittadino che rimane a casa e salva la salute propria e degli altri. Puoi essere "utile" con i tuoi amici, standogli a fianco, condividendo con loro quello che fai, o vedere se qualcuno che conosci ha bisogno di qualcosa che puoi fare per lui. Puoi essere utili per i tuoi vicini, qualcuno può aver bisogno della spesa o dei farmaci... Nessuno è inutile. Tutti in qualche modo siamo utili e preziosi per chi ne ha bisogno, anche se questo non ha un risvolto comunitario.

Dott.ssa Padula L.

Si sta avvicinando la Pasqua e sento sempre più la lontananza dei miei genitori, il fatto di non poterli vedere, abbracciare, passare del tempo con loro mi distrugge sempre di più…non riesco a pensare ad altro, come posso fare?

Cristina

Grazie Cristina della sua testimonianza e della sua domanda.

In questo periodo di isolamento e incertezza i propri familiari, così come gli amici, lontani fisicamente possono mancare tanto. Risulta importante dedicare tempo nell’arco della giornata per chiamarli, videochiamarli, sentirli per far provare loro la nostra vicinanza e per portare nelle nostre case il loro affetto, la loro energia. Ritengo che questo momento stia facendo riscoprire a ciascuno di noi la preziosità delle persone che ci mancano, la loro importanza nelle nostre vite, tanto da pensare loro spesso nell’arco della giornata, da avere voglia di condividere con loro alcuni momenti e da avere vogli di scambiarsi consigli.

Prendersi cura di noi in questo periodo vuol dire anche ascoltarsi, non vergognarsi se ci sono momenti di sconforto e se c’è bisogno di fare una chiamata in più per stare meglio.

 Dott.ssa Ghiretti G.

Sto vivendo una relazione a distanza ; ogni giorno mi ritrovo a fare i conti con la paura del futuro.

Mi chiedo perché questo? Durerà la relazione ? Penso a tutti i progetti che forse non realizzeremo mai.. mi sento triste, disorientata, triste e molto spaventata .

Come posso fronteggiare questa situazione? È normale vivere queste sensazioni?

Giulia

 

 Cara Giulia,

“ Nessuno, neanche un poeta, ha mai misurato la capacità di un cuore.” (Z.Fitzgerald).

In questo periodo il tempo sembra sospeso, ci siamo ritrovati da un momento all’altro a dover cambiare la nostra vita e le nostre abitudini, i nostri piani sono stati stravolti e dobbiamo affrontare situazioni nuove che creano disagio e preoccupazioni.

Una tra tutte, le relazioni a distanza forzata. Molte coppie si sono trovate da un giorno all’altro a dover ristrutturare la propria relazione sentimentale, separate da un decreto e contro la propria volontà.

Queste situazioni inducono a sperimentare una vasta gamma di emozioni e sensazioni ; la rabbia per la separazione, la sensazione di abbandono, la frustrazione, il dubbio se il legame terrà, la tristezza legata al non poter più condividere la quotidianità, le piccole cose, abbracci, baci e carezze .

Ci si trova a vivere una sensazione pervasiva di disagio avvolti da un alone di incertezza. L’assenza della persona cara si fa sentire ed il ricordo aleggia nella casa facendoci sperimentare l’impotenza e in determinati casi anche buttandoci giù e facendoci perdere la voglia di fare. (umore depresso, apatia, sensazione di vuoto).

Come possiamo fronteggiare questo periodo ?

Le tecnologie ci vengono in aiuto permettendoci di mantenere i contatti e condividere passioni o le routine di coppia ( video aperitivi, pranzo virtuale, videochiamate, letture dello stesso libro o visione dello stesso film). Mantenere viva la routine nonostante piccole modifiche può aiutare a superare le distanze e sentirsi più vicini.

“Amare non è guardarsi l’un l’altro, ma guardare insieme nella stessa direzione”    (A, de Saint-exupery).

Citando il poeta K.Gibran : “Ergetevi insieme, ma non troppo vicini: poiché il tempio ha colonne distanti, e la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro”.

 Siamo chiamati a passare molto tempo con noi stessi e riflettere su bisogni e necessità. La lontananza ci può aiutare a sorvolare i piccoli difetti del partner illuminando i suoi lati positivi.

Possiamo cullarci nel ricordo dei momenti belli vissuti insieme e fare progetti per nuovi momenti da vivere insieme. La lontananza accende il desiderio e rafforza i legami.

“Proprio come un fiore sboccia dopo aver sopportato il rigido freddo invernale, un sogno può avverarsi solo se si è preparati a sopportare i tormenti che ne accompagnano la realizzazione e compiere tutti gli sforzi necessari (D. IKEDA).

Importante: non prendiamo decisioni definitive in questo periodo. Lsciamo scorrere il momento, potremmo essere vittime delle nostre abitudini di pensiero e crearci una realtà e una relazione con il partner poco realistica.

Dott.ssa S. Samaria

A breve nascerà la nostra piccola Laura e l'ospedale ci ha detto che il papà potrà stare solo durante il parto. Potremo stare insieme solo quando mi dimetteranno dall'ospedale. Siamo molto spaventati e non sappiamo come fare. 

Sofia & Luca

 

Carissimi Sofia e Luca,

grazie di aver condiviso con noi la vostra esperienza.

Comprendo la vostra sensazione e il vostro essere spaventati: cosa succederà all’ospedale in assenza di Luca e cosa succederà a Luca nella casa vuota di Sofia e Laura? Penso a quanto avete in tutto questo tempo immaginato e fantasticato attorno all’evento nascita di Laura e quanto la realtà di ciò che sta accadendo vi stia modificando e cancellando ogni vostro pensiero. La cosa più difficile che insieme dovrete fare è accettare questa situazione e questo starvi lontano nei primi giorni di Laura. Una lontananza che potrete riempire di presenza attraverso foto, messaggi, videochiamate e magari qualche leccornia preparata dal papà per quando le sue donne torneranno a casa. Non sarà la stessa cosa di ciò che avete immaginato, ma sarà il miglior modo che troverete di affrontare questo evento in questa situazione imprevista. Buona fortuna ragazzi! 

 

 Dott.ssa Varotti E.

Come posso evitare di mangiare tutto il giorno?

Grazie, Anna.

 

L’isolamento, la noia, la paura, le preoccupazioni, l’incertezza e in generale le emozioni negative che facciamo fatica a gestire e accettare rappresentano sicuramente lo sfondo emotivo che caratterizza la nostra vita in questo momento. Spesso accade che si carica il cibo di aspettative non propriamente sue, ciò significa che è come se usassimo il cibo e l’azione del mangiare come un potente calmante che allevia le ferite e il nostro malessere. Se fate attenzione in questi momenti cambia anche il nostro modo di mangiare: tendiamo a deglutire senza masticare bene e rinfocillare quando ancora la bocca non ha smaltito il boccone precedente. La prossima volta che apriamo l’antina della dispensa proviamo a chiederci se abbiamo davvero fame facendo anche attenzione alle nostre sensazioni: è lo stomaco che brontola o è il nostro cuore che sta soffrendo? 

 

 

  Dott.ssa Varotti E.

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