LO SMART WORKING

Trasformare i problemi in opportunità?

 a cura della dott.ssa Elisabetta Magnani, Psicologa e Psicoterapeuta

 

Molte persone si sono trovate a lavorare da casa da un giorno all’altro, senza sapere o avere consapevolezza di alcuni aspetti fondamentali di come cambia il lavoro da casa. Gli stessi responsabili talvolta chiedono di essere al pc 8 ore, in orario di lavoro, in alcuni casi su un pc di recupero e tutto in una casa non molto grande , mentre i figli seguono le lezioni on line, o sono piccoli e hanno bisogno di attenzioni.

Siamo sicuri che stiamo facendo smart working?

Lo smart working è un modello organizzativo che mira a soddisfare le esigenze dell’azienda e quelle di conciliazione vita privata - lavoro delle persone, in una logica win-win che genera vantaggi misurabili per l’impresa, le persone e l’ambiente.

L’approccio al lavoro agile in realtà richiede la capacità per i manager di gestire il team a distanza, di incrementare il rapporto di fiducia con i propri collaboratori, la capacità di lavorare e assegnare obiettivi e la capacità per lo smart worker di organizzare il proprio lavoro.

Sono visibili i vantaggi di risparmio economico -temporale per l’azienda e lavoratori e di impatto ambientale.

In realtà lo smart working richiede un cambiamento culturale e flessibilità nei processi organizzativi, rivedere gli obiettivi aziendali, creare rapporti lavorativi basati sulla fiducia e sulla responsabilizzazione degli individui.

 

Come possiamo organizzarci a casa? (Senza improvvisarci) 

  • Predisponi l’ambiente:

Lo spazio in cui lavori influisce sul tuo benessere e sulla tua concentrazione

Scegli un angolo di casa tua dove facilmente puoi sistemare pc, documenti e quant’altro ti serve. Decidi se dovrai toglierlo e rimetterlo tutte le volte che utilizzerai quello spazio per altro.

Diversamente, se è possibile, chiedi ai tuoi familiari di rispettare questo spazio e il tuo lavoro.

Ricorda di aprire spesso le finestre e fai entrare la luce!

 

  • Definisci gli orari di lavoro con pause nel mezzo!

Programma sessioni lavorative di circa 90 minuti ( anche meno se i tuo figli sono piccoli) che possano aiutarti a mantenere il dialogo con i tuoi figli, controllarli e coccolarli, penderti il caffe di mezza mattinata a cui era abituato, fare una telefonata al collega o all’amico.

ATTENZIONE: Se sei un appassionato del tuo lavoro senza le pause rischi di non avere più confini tra lavoro, famiglia e svago, stabilisci tu i confini.

 

  • La to do list:

Fai una lista realistica delle cose di lavoro da fare.

Sii sincero con te stesso, in relazione a quanto ti assorbono i figli e i ritmi familiari, decidi cosa realisticamente puoi fare e quanto tempo impiegherai a farle.

 

Non essere troppo esigente, i primi tempi forse non sarai produttivo come al lavoro, non farti prendere dall’ansia di prestazione e di dimostrare che stai lavorando.

 Ricorda che la frenesia a cui siamo abituati non serve più, se non lavori nella sanità, nessun cliente si lamenterà se non avrà ricevuto nei tempi a cui era abituato la tua pratica.

Puoi anche scegliere orari per lavorare in cui gli altri dormono, ma non perdere il sonno notturno.

  • La leadership

Se sei un manager e gestisci collaboratori rifletti sulla tua leadership in questo periodo di emergenza. Ascolta i tuoi collaboratori e come si trovano nel cambiamento, non abbandonarli, utilizza l’intelligenza emotiva , definisci le priorità, concorda gli obiettivi e i tempi di realizzazione , controlla e dai congratulazioni per il lavoro svolto.

Mettere altra pressione non serve!

 

  • Insegna ai tuoi figli a rispettare i tempi di lavoro.

Il genitore, anche se a casa, non è sempre disponibile. Insegna loro il rispetto dei confini personali, insieme all’attesa e alla pazienza, genereranno l’autocontrollo emotivo.

Assegna ai tuoi figli compiti da fare, disegni, giochi, stabilendo che per un certo tempo non potranno chiamarti, se puoi chiudi la porta della stanza per mantenere la concentrazione.

 

  • Le distrazioni e le interruzioni continue

Possiamo appunto avere distrazioni legate all’ambiente esterno, ma anche dai social, notizie, telefonate. Scegliete voi i tempi per ascoltare, rispondere , informarvi..

 Le distrazioni interiori riguardano invece i pensieri delle cose da fare, la lista della spesa, o i pensieri negativi e le preoccupazioni del momento.

 

  • L’intelligenza emotiva

Tenersi dentro i pensieri e le emozioni “negative” non serve .

Ci può accadere di cercare di mettere da parte ed evitare la negatività, ma poi prima di addormentarci non riuscire a prendere sonno.

Dare un nome alle nostre emozioni ci aiuta a razionalizzare ciò che stiamo vivendo, e impedire che la paura e l’aggressività abbiano il sopravvento.

Se volete potete provare una tecnica ripresa della terapia strategica: mettete un timer per 15 minuti al giorno sempre alla stessa ora e concentrate lì tutti i pensieri negativi! Questo è l’unico spazio in cui potete dar sfogo a questi pensieri, non potete pensarci nell’arco della giornata.

 

  • Il Multitasking

Il nostro cervello non è fatto per il multitasking

Possiamo portare avanti due compiti simultaneamente solo se interessano aree diverse del nostro cervello es. parlare e mescolare una pietanza, guidare e ascoltare musica, ecc.

 A casa si può avere la tendenza a fare più cose contemporaneamente, il multitasking genera stress, distrazioni e interruzioni continue e come ben ci spiega Zeigarnick pensate a quanto tempo perdiamo tutte le volte che dobbiamo riprendere e ricominciare un’attività interrotta. Voi riprendete esattamente dallo stesso punto? Impossibile, perdete tempo a riprendere il filo, la vostra attenzione inoltre si distribuisce su tutte le cose che sono rimaste aperte e non si concentra nel qui ed ora.

 

  • Il caffè virtuale

Accordatevi sull’ora in cui prendere il caffè con colleghi o amici, lo berrete realmente in call o videochiamata con loro. Può diventare un nuovo rito.

 

 

 

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